CHI PAGA ?

Foto-0185Da qualche tempo vengono alla luce, sempre più frequentemente, episodi di bullismo nei confronti dei professori delle scuole superiori “grazie” alle nuove tecnologie degli smartphone.

Il riferimento alle “superiori” è importante perché è una scuola che ha a che fare con ragazzi che sono nella fase di sviluppo detta “della stùpidèra”, cioè della stupidità costituzionale.

Episodi di prevaricazione nei confronti di docenti da parte degli alunni ne ho “visti” parecchi nella mia lunga vita di insegnante, ma la gestione degli stessi è sempre stata adeguata al comportamento e alla “missione” della docenza.

Nei primi anni del 1900 mio nonno frequentava il liceo ed aveva un professore di scienze piccolo e rotondetto che indossava sempre braghe bianche che gli mettevano in risalto un “bel mappamondo” posteriore. Gli allievi per “idiozia costituzionale” gli misero dell’inchiostro blu sulla sedia. Quando si rialzò sul suo deretano si era disegnato un magnifico sole blu con tutti i suoi raggi. Mio nonno conosceva a memoria l’intero testo di botanica!

Avere a che fare con adolescenti spocchiosi e convinti di essere onnipotenti, onniscenti , con tutti i diritti dell’universo e nessun dovere non è certo facile, specie se l’obiettivo è aiutarne la maturazione corretta. In questa fase l’unica arma per l’adulto è l’autorevolezza e non l’autorità, il che non sempre è possibile perché si dimentica spesso che il docente è un essere umano.

La transizione dall’infanzia alla maturità (che taluni non raggiungono mai) è un passo difficile da fare, e avviene con  un confronto-scontro continuo con l’adulto per determinare i limiti della propria individualità. Purtroppo molto dipende sia dal contesto sociale che dai “prerequisiti”, cioè dalle regole apprese nella fase di crescita primaria, e questo è motivo prevalente.

Un’infanzia vissuta senza ostacoli mette le basi per un futuro privo della capacità di superare i problemi, che induce quindi o in crisi di arroganza e violenza pura o di depressione a rischio di esiti funesti.

Le liti infantili con “botte da orbi” e con “bande di amichetti” contro “amichetti” insegnano la socializzazione e la reazione positiva nella sconfitta, ma spesso sono proprio gli adulti d’oggi che intervengono rovinando la lezione.

Mia figlia ricorda ancora la frustrazione del materno “se stavi a casa tua non ti succedeva”, in risposta alla richiesta di intervento nelle liti con i compagni di gioco, ma così ha imparato a gestire autonomamente le situazioni di contenzioso sempre presenti nella vita.

Il problema più grave è, invece, la crescita in un contesto sociale che premia l’arroganza e la sopraffazione, diffusa anche tramite “l’etere” con trasmissioni televisive  prive di ogni filtro di buona educazione e di correttezza anche morale. Mi riferisco ad esempio a programmi come “scherzi a parte” in cui si provocano volutamente  situazioni d’ansia e di panico a qualcuno per puro divertimento dello spettatore. (In fondo anche gli spettacoli per gli antichi romani al Colosseo avevano lo stesso fine, divertire la gente di 2700 anni fa.)

Anche “l’sola dei fumosi” (nessun errore di battitura) o “il grande fratello” sono ottimi esempi educativi per i giovani, saturi di vacuità cerebrale e morale, specialmente nel valore del rispetto nei confronti sia del pudore che della persona. Non parliamo poi dei talk show in cui la violenza verbale e vocale nasconde il vuoto profondo delle argomentazioni e delle idee.

Dal crescere con gli esempi negativi di persone il cui unico scopo è l’apparire per sentire d’essere, per i quali solo il danaro ed il potere da questo comprato è l’essenza dell’esistenza, che giudicano con disprezzo chi non condivide questi falsi valori e ne calpestano senza vergogna la vita, cosa ci si può attendere se non un comportamento aberrante?

Ormai “la scuola” si vuole sia la sola maestra di comportamento, mentre il mondo la svilisce e la bastona privandola delle armi per farlo.

Ed a fronte di tutto questo chi paga?

La società condanna solo quanto viene  alla luce, il resto è solo polvere sotto al tappeto, e il conto arriva al colpevole in questione, un adolescente a cui nessuno ha insegnato il comportamento corretto, e che forse emula esempi familiari e sociali mai condannati da alcuno.

E sarà lui a pagare anche per gli errori degli altri.

CHI PAGA ?ultima modifica: 2018-04-25T10:31:10+02:00da serenity48
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