LA SCUOLA CHE VORREI ?

dal mio blog : ” http://soloanna.blogspot.it/ ”

 

Caro Einstein, nella tua famosa citazione sulle cose infinite hai dimenticato la paraculaggine della classe politica italiana.
Sinceramente non trovo parola diversa per definire il comportamento dei cosiddetti legislatori visto che ne “infilano” una dietro l’altra e non ci credo nemmeno se mi pagano che lo facciano per dabbenaggine.

Fanno un decreto e subito lo smentiscono con dichiarazioni tipo: “Scusate abbiamo scherzato! Però intanto pagate che poi vi rimborsiamo… forse… o forse no… ”… intanto ci hanno provato!
Emanano una normativa e non si accorgono (?) che è in contrasto con quella precedente se non addirittura incostituzionale.
Promulgano decreti “omnibus” in cui infilano di tutto e di più per poi dire, se scoperti, “Oops! Non lo sapevo che..”. (Cioè.. neppure l’hai letto o non capisci quello che leggi?)
Il punto fermo è in tutti i casi che vince chi ha più forza nella voce o peso “negli amici”. Vedi il decreto sulla restituzione delle somme percepite dagli scatti d’anzianità dei docenti, che come importo da recuperare in totale vale meno di mezzo F-35 (se non ho capito male) e il ministero della finanza ha gentilmente detto al ministro della P.I. “… ciazetaduei tuoi come li rimedi, però dal tuo portafoglio devono arrivare, la cazzata della retroattività ormai è fatta dunque …”. Ed ora si attende la stangata per i bilanci delle scuole pubbliche, perché alle private non toglieranno neppure una lira, ci scommetto!
Già! Perché il vero punto di forza irrinunciabile e intangibile della nazione è nella difesa, che deve essere in
grado di reagire all’arrivo degli ufo che stanno per invadere il pianeta, (lo sappiamo tutti no?), l’istruzione invece non difende nessuno, anzi danneggia “il popolo” perché gli permette di capire quanto siano grosse e inutili nei confronti della malattia le supposte che prescrivono i medici del governo.
Poi ci sono le boutades che servono per deviare l’attenzione dal fatto che nulla è possibile fare, come il sondaggio su “La scuola che vorrei”.
Mccheffai? Prendi in giro? Questo direi io. Usando magari un termine meno educato.
Questa povera, povera scuola! (link ad un post del 2010) Distrutta mattone su mattone dalla sfilza di incompetenti arroganti passata negli ultimi trent’anni (con qualche breve eccezione, ma breve!), e tenuta su da migliaia di persone che, nonostante tutto, credono ancora nel loro lavoro.
La scuola che vorremmo? Ma santa papera! Come se i mali della scuola non fossero ben noti!(link ad articolo pubblicato on line nel 2006!)
Potrei elencare decine di miei scritti sulle puttanate fatte nel tempo dai vari “riformatori”, la cui regina è stata la riformatrice per eccellenza, M.me gelmini (minuscolo voluto), colei che ha sempre interpretato “d’istruzione” come “distruzione” agendo perciò adeguatamente.Ma sono stanca!
Tanti anni fa, durante uno dei corsi di aggiornamento frequentati, una psicologa ci chiese di trasformare in un’immagine grafica il concetto di insegnante che avevamo di noi stessi ed io disegnai una finestra spalancata su di un mondo fantastico e fantasioso.
Ecco la scuola che vorrei. Una finestra aperta a cui far affacciare i ragazzi, tenendo per mano chi ha paura dell’incognito, mettendo sotto ai piedi di chi non arriva al davanzale uno sgabello o sollevandoli di peso, indirizzando lo sguardo dei più curiosi agli angoli più difficili da vedere, e quello dei più deboli verso le forme di base.
Ma per far questo ci vuole cuore ed intelletto, due caratteristiche che la società dei rapaci ha sepolto sotto la melma dell’interesse personale e dell’avidità.
Da: “Compro una vocale” un piccolo stralcio in tema:
..” E Tu, Ministro della Pubblica Istruzione, Tu che riempi la Tua bocca di parole altisonanti, Ti sei mai calata nella realtà che mille e mille di noi, stupidi esseri Umani, Insegnanti di professione, armati solo della nostra Disponibilità, della nostra Sensibilità, e dei nostri Valori, viviamo giorno dopo giorno, per dare un futuro a quelle menti che hanno il diritto di sbocciare liberando ingegno e creatività.
Tu che allevi i tuoi figli con l’aiuto di personale specializzato, e li mandi a studiare all’estero, per preparare il loro futuro in una bolla dorata, Ti sei mai “sporcata le mani” raccogliendo le lacrime di un ragazzino in crisi di disadattamento, o ti sei mai metaforicamente pulita la faccia dallo sputo di un genitore che ti accusa di qualsiasi delitto?
Hai sempre scelto gli interlocutori per i tuoi comizi e per le tue collaborazioni, senza ascoltare chi ha maturato un’esperienza pluriennale con la parte più critica della popolazione scolastica, e, nella logica utilitaristica di chi non ha mai guardato oltre li muro del suo giardino, hai scelto di riportare la società a due gruppi distinti : i nobili ed i servi della gleba!
Io, profondamente serva della gleba, ma con la cultura di un nobile e la forza di gigante, percorrerò l’ultimo tratto del mio cammino a testa alta, fiera di aver generato una figlia a cui ho trasmessi i miei valori, e di aver contribuito a rendere liberi tanti Uomini, perché ho insegnato loro a pensare, e con questo a scegliere, anche di avere un cuore.”

LA SCUOLA CHE VORREI ?ultima modifica: 2014-01-12T18:40:27+00:00da serenity48
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Un pensiero su “LA SCUOLA CHE VORREI ?

  1. Cara Anna, nel blog di blogspot proprio non ho capito come si deve commentare. Mi sono letto il tuo bellissimo post del 24 gennaio ed ho passato una buona mezz’ora a capire come potevo commentare. Mi obbliga ad inserire un commento solo come utente Google+ e va bene, faccio il login. Poi mi obbliga a dover condividere con qualcuno che avrei nel mio profilo, non ho capito se il post oppure il mio commento ma va bene, provo a condividere… ma non c’è verso di trovare un tasto di “commenta” o “invia commento”. Alla fine mi sono arreso e sono tornato qua, dove ti lascio questo mio piccolo pensiero:

    Stamattina ho dedicato una mezz’ora alla lettura di questo commovente, bellissimo racconto. Non so se quanto narrato siano ricordi di un’Anita di quando eri bambina ma sta di fatto che, ripeto, mi sono commosso e immedesimato in quella fanciulla che ascoltava e voleva conoscere tutta la storia. In un’epoca in cui la nostra società è sempre più intollerante e, come accaduto a Roma proprio oggi, razzista, racconti come questo dovrebbero essere “il pane quotidiano” nelle nostre scuole.

    Ciao Anna, buon pomeriggio. (ma non puoi mettere il form dei commenti come, per esempio, il mio?)

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