IL SENSO DEL LIMITE

IMG_4557.JPGPiù mi guardo intorno e più m’accorgo come stia scomparendo il “senso del limite”, cioè quell’istinto che permette di non andare oltre il lecito.

Ormai tutto pare sia consentito, dalla parolaccia alla bestemmia, (purché non detta durante lo show  “l’isola dei famosi”), dall’esibizione volgare dell’erotismo alle immagini truculente.

Il vecchio “buon gusto” che garantiva il rispetto della sensibilità altrui ormai sembra sepolto nella fanghiglia del malcostume.

Arroganza, presunzione, cultura esasperata dell’interesse personale, assenza assoluta dell’autocritica ed esasperazione della critica. Ecco quali sono le nuove frontiere.

Ormai le colpe son tutte degli “altri”, la legge deve punire solo gli “altri”, e i diritti degli “altri” valgono meno dei propri. Il limite è la siepe del proprio giardino.

Valanghe di eccessi di pessimo gusto invadono l’aere e avvelenano le menti incolte infondendo la convinzione che tutto sia lecito dal sesso “rubato” o “imposto” o “mercificato”, al razzismo integralista sotto l’egida di una bandiera “a scelta”.

In Norvegia una mente contorta, nutrita di falsi ideali, ha compiuto una strage con decine di vittime. Nel coro di voci dolenti spiccano gli interventi di due personalità ben diverse come peso culturale e morale.

Il primo è di un giornalista al quale si dovrebbe ascrivere sia l’abitudine al controllo del pensiero che il buon senso (antico come il mio, vista l’età)..

L’uso corretto delle sue capacità cerebrali sarebbe stato sufficiente a mettere in evidenza il fatto che in una situazione di panico generale risulta impossibile una reazione di coordinamento del gruppo che prevedrebbe un’organizzazione di tipo militare. Poi se un unico soggetto o più soggetti in singolo, hanno tentato di intervenire (non egoisti…!) non si saprà mai, perché sicuramente sopraffatti dallo sparatore.

Nelle parole del giornalista c’è una grave carenza di sensibilità e di senso dell’opportunità. Ha decisamente superato il limite del buon gusto.

Il secondo intervento è di un “essere vivente” (non riesco a chiamarlo uomo) già noto per le sue opinioni estremiste :

Non so quanto sia possibile considerare opinioni di tale bassezza l’espressione di un essere umano. Qui non è solo l’opportunità o il limite ad essere infranto, lo sono anche tutte le leggi morali e civili. E’ una palese istigazione alla violenza, infatti l’unico pensiero che ho avuto è stato quello dell’eliminazione fisica del soggetto.

Questi sono due esempi “border line”  nel caso del “senso del limite”.

Più adeguato è quello di alcune voci satiriche che per ironizzare usano immagini o linguaggio che mette in imbarazzo le “vecchie signore” come me, come nell’inserto satirico de “Il Fatto Quotidiano”(“Il Misfatto”) nel quale ci sono strisce a fumetti il cui disegno anatomicamente esplicito mi crea un disagio che non me ne permette la lettura.

società,politica,giornalismo,feltri,borghezioEvitare quel tratto grafico non sarebbe censura, ma rispetto della sensibilità altrui.

Questo dovrebbe essere un pensiero dell’autore, come in altri casi dello scrittore o dell’attore. E nel caso un paio di attori satirici  ho la stessa reazione : li evito solo per non sentirmi ad un certo punto in imbarazzo. E questo mi dispiace.

La satira è piacevole quando è argutamente ironica, non volgare o eccessiva.

Senza eccessi nel vietare e senza eccessi nel concedere.

Questo vuol dire “senso del limite”.

Nel mondo in cui danaro vuol dire potere, poi, ogni limite è stato infranto ormai.

La corruzione può esser vista come l’espressione moderna del “do ut des” portata all’esasperazione per pura rapacità. Per ebbrezza da dominio. Per follia da comando.

La società, nella sua evoluzione, aveva messo il limite dell’emarginazione sociale alla corruzione.

Questo  confine ormai non esiste più. L’essere scorretti o corrotti o collusi o dei veri delinquenti è diventato un peccato veniale.

società,politica,giornalismo,feltri,borghezioIl problema grave è che chi ha le redini della società e dovrebbe intervenire per modificare la situazione non lo farà mai perché è al vertice proprio grazie alla corruzione e si nutre di arrogante rapacità.

La società onesta e sana perciò deve reagire e riportare l’indignato ostracismo nei confronti di ogni “furfante” marchiandolo a fuoco con l’affermazione pubblica delle sue malefatte, senza riguardo alcuno.

 

Solo così forse sarà possibile un futuro migliore.

 

IL SENSO DEL LIMITEultima modifica: 2011-07-28T17:56:00+00:00da serenity48
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4 pensieri su “IL SENSO DEL LIMITE

  1. Fin troppo elegante per quei due miserabili sciacalli.

    La voglia di rompere loro la faccia non mi è passata, seguo la trasmissione di Telese “In onda”, vedendo che c’era il legaiolo ho spento.

    Spero lo abbiano fatto in tanti, anche questo è un modo per mandare segnali a chi dirige il traffico televisivo.

    Buona serata Anna ;-))

  2. Anch’io ho detto qualcosa nel mio blog a proposito dell’assassino norvegese, del rispetto e di qualcosa che assomiglia alla censura. Che dire? hai ragione. hai ragione tu come ho ragione io, e come tanti altri che gravitano in questo mondo ribelle dei blog, dove le voci indignate sono tante, la voglia di reagire fortissima, ma che il Potere manipola come vuole. E noi rimaniamo impotenti, illudendoci che queste nostre parole possano smuovere le menti di chi uccide o, come Borghezio, che condivide idee razzistiche e pericolose. Buona domenica…

  3. Ciao Anna , ti rifaccio i complimenti per il tuo Blog , volevo chiederti se hai anche te problemi con la gestione del Blog perche il mio praticamente non lo riesco piu a gestire per problemi della piattaforma !!

    ciao

  4. Ciao Anna e buona serata. Che altro aggiungere? Purtroppo hai ragione e per un motivo che hai espresso subito: non c’è più il “senso del limite” e tutto sembra lecito, facendo cadere qualsiasi barriera che consenta all’essere umano di esercitare quel rispetto dovuto ad un altro essere umano.

    Purtroppo, questo accade anche perché quei “riferimenti” che dovrebbero fungere da “guida”, dando il buon esempio, sono l’espressione massima della mancanza di un “limite”. Come certi giornalisti pennivendoli che si lanciano nell’illustrazione di discutibili “teoremi” che vorrebbero far passare le vittime per individui “senza palle”, teoremi ai quali si dovrebbe rispondere in un solo modo: zittendolo per sempre! Oppure come certi poco onorevoli rappresentanti di un popolo altrettanto “sguaiato” che vorrebbero giustificare l’atrocità di un atto folle come quello avvenuto ad Oslo al solo scopo di ribadire la loro posizione razzista e xenofoba!

    Questo è il nostro mondo “moderno”, questo è il progresso… se questo “sistema” si riuscirà a cambiare, dovremo ricordarci anche di questo!

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