Dal mio diario … 16° puntata

“Bocciato.” …  “No!.. scrivete Non Promosso!”

Paradossi nella scuola dal Diario di una prof.

 Sabato 27 gennaio

 

Già!  Come passa il mio tempo!

Sono trascorsi i giorni e le storie si sono intrecciate in quella rete che copre il tempo trascorso e lo fa scomparire, finché un filo tirato per caso non fa riaffiorare, maglia dopo maglia, tutta la trama.

Le facce riemergono scorrendo come diapositive proiettate sulla superficie del tempo, scomparendo e riapparendo assieme a brandelli di discorso ed a suoni registrati dalla mente, e lentamente si forma, impalpabile eppur concreta,  la sensazione dell’inutilità di tanta agitazione, vista l’esiguità degli “obiettivi raggiunti”.

Due sono gli avvenimenti più interessanti del periodo,  entrambi legati all’attività del gruppo C.I.C. ( il gruppo di persone che si occupa delle cose più importanti per la scuola, cioè lo “sportello d’ascolto” per ragazzi e genitori, e l’educazione alla salute, ma generalmente derubricate dalla maggior parte dei colleghi ad attività inutili  inventate per rubare tempo alla didattica e mettere le mani su “chissàquali” fondi da gente “bacata” nel cervello visto che si fa supportare da una psicologa).

C’è stato un incontro con l’esperta in psicologia e didattica per fare il punto della situazione per i progetti in corso.

Purtroppo le cose non vanno bene, perché l’ottusa burocrazia lega i finanziamenti a tempi diversi da quelli della scuola (anno finanziario), quindi ogni lavoro deve essere svolto ..”nella speranza che poi venga finanziato” , o accantonato in attesa …

Quindi niente gente “dal di fuori”, solo poveri cretini che pur di fare un buon lavoro, pur di rispondere concretamente alle richieste ed alle necessità dei ragazzi, fanno quello che possono, ben consci del rischio di non essere remunerati o di raccogliere solo le briciole di quella “coperta” sempre troppo corta, che si chiama bilancio.

Si, perché la miopia dei Consigli d’Istituto nei confronti dei veri “bisogni” dei ragazzi, soggetta sovente alle subdole manovre della parte meschinamente avida dei componenti, dà come prioritarie le attività socializzanti, quali le famose “visite d’istruzione”, rispetto agli incontri con esperti su argomenti come “le malattie a trasmissione sessuale” o le “dipendenze”.

Pagare uno psicologo poi, soldi sprecati!  Se un ragazzo ha dei problemi, ci pensi la famiglia!  Basta qualche oretta di presenza tanto per dare l’immagine all’esterno, e riempirsi la bocca col  “Noi c’abbiamo lo psicologo”  quando si fa l’orientamento!

I docenti possono arrangiarsi tra di loro, e, se qualcuno dà fuori di matto, la colpa è di chi non sa fare il proprio lavoro.

Per i Presidi il C.I.C.   ” DEVE esistere, DEVE lavorare, DEVE avere un’immagine di efficienza” , ma senza rompere i coglioni con pretese di danaro, che tanto si sa che non c’è!

Allora tu docente devi fronteggiare quotidianamente situazioni, anche estreme,  di rabbia, di tensione, di megalomania o ipereccitabilità, di depressione o di pseudoanoressia, di bulimia, o border line nel campo della schizofrenia, senza avere gli strumenti culturali di tipo diagnostico e, poi, terapeutico per affrontarli, affidandoti solo alla tua sensibilità e all’esperienza, per uscirne viva, ma sempre meno sana, fino a “dar fuori di testa”, come succede spesso per chi svolge la mia professione.

Nessuno tiene seriamente conto di quanto costi, in materia di formazione della persona, il contatto prolungato con docenti “schizzati” o “paranoici” o, addirittura “matti”.

Così sulle cattedre siedono spesso persone che, stanchi di subire le indesiderabili attenzioni degli “adolescenti problematici”, hanno elaborato strategie di sopravvivenza docimologicamente “poco corrette”, ma di sicura efficacia.

Il terrore è una di queste, alla faccia dell’educazione sentimentale.

Altro modo è l’indifferenza, assoluta asetticità nei confronti di ogni rapporto, sublimata nell’uso corrente della terza persona singolare, il distaccatissimo “Lei”.

Poi c’è il lamento cronico, cantilenante, generalmente inascoltato, sicuramente  esasperante.

Buon ultimo, per questa sintetica disamina, c’è l’attitudine all’eliminazione fisica dei soggetti sgraditi, dalla classe naturalmente, non dalla faccia della terra, anche se quest’ipotesi mantiene il suo fascino!

E’ più che evidente una situazione di disagio che permea entrambe le parti, docenti e discenti.

Potrei raccontare di docenti letteralmente coperti di polvere di gesso con il cancellino usato come un piumino da cipria dagli allievi, o presi in giro con “storie pietose” talmente veritiere da essere credute, come quella della ragazza che si faceva aiutare nello studio dell’inglese dalla sorella maggiore che aveva studiato a Oxford, peccato che fosse figlia unica! Il bello è che si è sentita dire : “Vedo che l’aiuto sta dando i suoi frutti, vedi che  stai migliorando?!” . L’ho saputo dalla ragazza, “in confessione” durante una chiacchierata con la classe, e, per non tradire la loro fiducia, ho tradito quella della collega, ma dopo un’adeguata ramanzina sull’onestà che, forse ora che è diventata grande avrà i suoi frutti.. o forse no, chissà!

Un collega è stato segregato nella classe con il trucco della maniglia svitata dal di fuori, un altro è stato convinto dai ragazzi di aver sbagliato ora, e solo dopo svariati minuti se n’è accorto. 

Il mio istinto fanciullesco mi ha salvata in molte situazioni ed anche il mio senso dell’humor mi ha spesso aiutata a superare momenti difficili, perché i ragazzi sono come i gatti, si arrabbiano se li accarezzi contropelo e mordono la mano che tu porgi loro, e  non è sempre facile trovare il verso giusto.

Durante la riunione con la psicologa il preside ha dimostrato di aver poca dimestichezza con la “lungimiranza”, infatti la dottoressa gli ha fatto rilevare come il lavoro da Lei fatto non avesse avuto la minima attenzione, anche se indirizzato alla formazione dei “suoi” docenti ed al benessere dei “suoi” allievi.

Il preside è come uno che ha due macchine,  una Ferrari ed una Panda, e guida la prima come se fosse la seconda, e pretende dall’utilitaria le prestazioni della sportiva, ritrovandosi, quindi, con una “rossa” ingolfata ed una Panda fusa. 

Traduzione : stà andando tutto a put…!

In certi momenti la frustrazione è alle stelle e l’umore nel fango!

Dal mio diario … 16° puntataultima modifica: 2011-02-05T17:40:12+00:00da serenity48
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5 pensieri su “Dal mio diario … 16° puntata

  1. Ciao Anna e buona giornata. Non so quanti anni fa concludevi questa riflessione con il classico “…stà andando tutto a put…!” ma è giunto il momento di riconoscere che i tuoi timori, oggi sono diventati realtà! E non è un modo di dire ma siamo “letteralmente” in un sistema che è un puttanaio!

    Compresa la scuola che, se va avanti così, produrrà solo futura carne da macello, buona per la società del domani e per coloro che la domineranno che avranno bisogno di individui non pensanti, con una cultura minima, docili e sottomessi.

    Vivere una vita per poi giungere a “vedere” tutto questo, è veramente una fregatura!

  2. Per Tina:
    ho commentato, ma non lo pubblica. Ecco cosa ho scritto
    “Non so se sia una mia “maliziosità”, ma da qualche giorno questa piattaforma sembra scegliere cosa pubblicare e cosa no. Qualche sera fa non riuscivo neppure ad entrare nel mio blog. Che ci sia di mezzo il governo con la censura? Ho comunque un blog parallelo su altra piattaforma (http://dalmiopuntodivistacon.ilcannocchiale.it/ ) meno curato, ma ci pubblico tutto quello che scrivo proprio per una mia sicurezza. Sarò paranoica, ma non ci posso e voglio fare nulla!
    Ciao, sperando che non mi freghi nella pubblicazione… ”
    Vediamo se…

  3. No Anna, non è una tua maliziosità, ho un account google per commentare da amici diversi, mi è arrivato un avviso dicendo che il mio blog è stato oscurato per 3 ore e 39 minuti.

    Ho mandato alla direzione di Myblog la mail e si sono detti “contriti” per il disguido, credo che bisogna scrivere in massa a questa gentaglia, la piattaforma di myblog è di telecom, la loro pubblicità arriva da publitalia, tira le somme, ho scritto una marea di mail a loro, mi sono stancata.

    Notte buona cara amica ;-))
    Tina

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