IL SUONO DEL DOLORE

d093d0fd483c88ba2fcd7a194184fae1.jpgCi sono giorni in cui l’unica cosa giusta da fare è stare in silenzio, possibilmente da soli con i propri pensieri liberi di formarsi e di scomparire nella più assoluta immobilità del vivere normale.

Come onde di nebbia che appaiono, si addensano ed all’improvviso scompaiono i pensieri nascono e viaggiano nella mente, fino a formare quasi una catena di concetti che inducono una di quelle strane cose che si chiamano “riflessione”, e che se espresse portano a discussioni a non finire, o a imbarazzati silenzi.

E’ da domenica mattina che ascolto quanto vien detto e leggo quanto vien scritto sulla disgraziata morte di quel ragazzo romano, ed osservo la strumentalizzazione del fatto,  l’ignobile gara alla ricerca del commento più cattivo, della lacrima più calda, del ricordo più straziante, provando un profondo rancore per chi non comprende che la spettacolarizzazione  di ogni evento è benzina su di un fuoco fatto di  rabbia e risentimento non tanto per chi ha causato l’accaduto, ma che nasce da una vita sempre più povera di rispetto, e sempre più ricca di vanità.

In ogni momento ho avuto la sensazione che l’avvenimento venisse manovrato ad arte allo scopo di portare in secondo piano qualche altro problema, ma quello che mi ha colpito profondamente è stata l’impressione di una testa offerta sul piatto sacrificale quasi con timore, forse a  celare la colpa di non aver mai valutato quanto delicato e professionale sia il compito richiesto a coloro che pretendiamo ci difendano.

Ora si indica con il dito puntato l’errore dell’uomo, si condanna senz’appello l’atto inconsulto, senza pensiero alcuno per il dolore di chi lo conosce , di chi  divide con lui una divisa, di chi deve subire ogni giorno una vita fatta di rischi e di frustrazioni, immerso in quanto di più brutto ci sia al mondo, la cattiveria umana. 

Il capo chino di chi per lavoro “pretendiamo” ci protegga accanto alla testa fieramente alta di chi indegnamente ci rappresenta è ancora una volta la dimostrazione di come le cose vadano alla rovescia, perché i primi, umani nei loro errori, modesti nei loro compensi, possono essere sacrificati in qualunque guerra , mentre i secondi, “divini” nella loro  intangibilità, esagerati nella loro avidità, sopravvivono a qualunque costo, fosse pur anche la miseria di tanti, perché geneticamente modificati a porre sempre l’io davanti ad ogni azione privi del senso del limite.

IL SUONO DEL DOLOREultima modifica: 2007-11-14T19:20:08+00:00da serenity48
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11 pensieri su “IL SUONO DEL DOLORE

  1. purtroppo si cercava un appiglio x fare una vendetta…sono passati sopra la tragedia di quel ragazzo e la sua famiglia,di quel poliziotto e la sua famiglia x vendicarsi di quello che era successo a catania…

  2. Quando accadono cose cosi, le tragedie sono due. Due famiglie rovinate. Ho molto dolore per il ragazzo che è morto, ma è lo stesso dolore di quando muore un poliziotto magari per difenderci da una rapina. Lo stesso dolore per il poliziotto che ha sparato. Non dimentichiamo la delicatezza del loro lavoro, dove non sono ammessi sbagli….Che tragedie grandi cara Anna, a volte è difficile anche commentare……

  3. Anche io ho avuo l’impressione,classica ormai,che la notizia,con la speranza che magari la situazione si inasprisse,servisse a distrarci da temi diversi.Sarò malato di sospetti ma….
    Bye,Giorgio.

  4. Ormai tutto è spettacolarizzazione, non si è fatto altro che parlare, anche a sproposito di questa incresciosa disgrazia, tutto per fare spettacolo odience, perdendo di mira i sentimenti di quanti invece soffrivano per l’accaduto.

  5. Anch’io ho pensato al trauma della famiglia del poliziotto, che è pur sempre un uomo a cui possono saltare i nervi… è stata una sfortuna per lui e per il ragazzo e la loro storia è stata utilizzata, come scrive anche Giorgio. Buon fine settimana Anna

  6. a rafforzare quello che dici, oggi sulla rai a domenica in(vista per sbaglio due minuti) c’era l’arena con tutti i professoroni del caso che parlavano proprio di questa cosa…tutto fa ascolto…!!1

    ciao ciao
    alberto

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